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Progetti passati


Donazione di 5 ecografi al 118 di Pavia
Donazione di 5 ecografi al 118 di Pavia

La Fondazione Bruno Boerci nel 2009 ha donato al 118 di Pavia cinque ecografi per poter utilizzare gli ultrasuoni durante le fasi di emergenza.

Gli ecografi saranno distribuiti alle postazioni medicalizzate di tutta la Provincia di Pavia, Vigevano, Voghera e Stradella, oltre ai mezzi della Centrale Operativa di Pavia.

Gli ecografi donati saranno impiegati dai medici e dagli infermieri del 118 per ampliare le capacità diagnostiche, consentendo di trattare ancora meglio i pazienti in emergenza extraospedaliera e salvare sempre più persone con traumi gravi o patologie pericolose per la vita.

La donazione effettuata alla Fondazione I.R.C.C.S. Policlinico S. Matteo di Pavia, dedicata specificatamente per il servizio 118, ha permesso al 118 della Provincia di Pavia ed alla AREU (Azienda Regionale Emergenza Urgenza che coordina tutti i 118 della Regione), di essere uno dei primi sistemi in Italia a dotarsi in modo completo ed omogeneo su tutte le automediche di apparecchiature per l’ecografia così all’avanguardia, specificatamente pensate e dedicate all’emergenza extraospedaliera. Tali ecografi sono stati costruiti per essere utilizzati dall’esercito Americano in contesti difficili e quindi particolarmente adatte all’utilizzo sul territorio.

Donazione di una lampada scialitica
Donazione di una lampada scialitica

Dopo esserci confrontati con il dott. Marco Zecca, responsabile del reparto di Oncoematologia Pediatrica dell’Ospedale Policlinico San Matteo di Pavia, abbiamo deciso di donare una lampada scialitica, la Mac Led 130 mobile light.
Abbiamo già provveduto a formalizzare l’ordine dello strumento e siamo in attesa della consegna che avverrà non più tardi di due mesi, a partire da gennaio. 



Telemedicina per un'oncologia senza dolore

Il dolore da cancro rappresenta uno dei sintomi più invalidanti e angoscianti per il paziente oncologico, per i familiari e care-givers . La lotta al cancro non può prescindere dalla lotta al dolore da cancro e in questo scenario è necessario una decisiva alleanza medico-paziente con l’obiettivo di sconfiggere il dolore utilizzando tutte le più moderne strategie di cura. Tale progetto sperimenta un nuovo modello di sorveglianza e cura del dolore da cancro basato su strumenti di telemedicina.
L’originalità del progetto si basa sull’utilizzo di uno strumento informatico che accoglie l’informazione sul tipo di dolore attraverso un’autonoma e libera segnalazione del paziente in grado di determinare essa stessa un percorso di cura e nondimeno, in grado di popolare in automatico la cartella clinica “dolore” con le seriali informazioni che ciascun paziente intenderà fornire.

Il progetto è finanziato in massima parte da donazioni di privati tramite la Fondazione Onlus Bruno Boerci.

Leggi anche l’articolo di Quotidiano Sanità.

Visualizza qui il .pdf dela presentazione completa (in inglese) del progetto.



Studio pilota per valutare la sicurezza e la tollerabilità della combinazione di indolo-3-carbinolo e trabectidina in pazienti affette da carcinoma mammario refrattario ER positivo

La trabectidina (T) possiede una potente attività antitumorale. Attualmente, in Europa, T è indicata nel trattamento del carcinoma ovarico metastatico e del sarcoma ed è in fase 2-3 di sperimentazione in una varietà di tumori solidi, tra cui il cancro della prostata, il cancro della mammella, il cancro del pancreas ed il mesotelioma. È stato dimostrato in clinica che T presenta un buon profilo di sicurezza.
L’Indolo-3-carbinolo (I3C) è un microcostituente delle crucifere come broccoli e cavolini di Bruxelles. Ampi ed importanti dati preclinici indicano che I3C è in grado di controllare la tossicità epatica indotta da T nel ratto. In questo studio si testerà l’ipotesi che I3C sia in grado di proteggere il fegato dai danni indotti da T.
L’obiettivo primario dello studio è quindi quello di determinare la sicurezza e la tollerabilità di I3C quando somministrato per via orale a pazienti che ricevono T per un carcinoma mammario metastatico refrattario ER-positivo, concentrandosi sulla potenziale modulazione dell’epatotossicità indotta da T.
Lo studio è rivolto ai pazienti con carcinoma mammario avanzato o metastatico ER positivo che sono refrattarie alla terapia standard o che non sono eleggibili a ricevere una terapia standard.

Lo studio è supportato dal contributo di fondi erogato dalla Fondazione Onlus Bruno Boerci di Pavia.

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